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La Felicità Di Amare Vincenzo Giusepponi 06/11/2014

LA FELICITA’ DI AMARE
(Racconto breve rosa)


“Dai Gianni, dimmi che mi vuoi bene.” “Si Enrichetta mia te ne voglio tanto. Ancora benedico la tua amica Luana che ci ha presentati.” “Però non ti sei innamorato subito.” “Ho visto subito che mi piacevi ma poi quando abbiamo cominciato a conoscerci mi sei piaciuta sempre più e mi sono innamorato. Ora non potrei più vivere senza di te amore mio.” “Anche se sei disoccupato io ti voglio bene e appena troverai un buon lavoro ci sposeremo, come mi hai chiesto tu tante volte.”
“Si tesoro mio, senza lavoro non mi permetterei mai di sposarti perché ti amo troppo per farti fare una vita miserabile. Anche tu e i tuoi siete più contenti così. Loro ti vogliono bene come me. I miei sono poveri operai e non conoscono nessuno che mi possa assumere per un buon lavoro tale da po-terci sposare. Devo trovarmi da solo l’ occupazione necessaria.”
“So che significa questo per te, anche i miei sono operai, anche se babbo è meccanico specializ-zato e guadagna più del tuo. Ma ti andrà bene vedrai. Mio padre mi ha detto che in fabbrica ora ci sono molti cassa-integrati e non assumono nessuno, se no poteva parlare col direttore o col capo-reparto.” “Purtroppo è così Enrica, anche conoscendo qualcuno quando la disoccupazione è grande è difficile trovar lavoro. Tuo padre mi stima e sa che ti voglio bene ed è per questo che accetterei il suo aiuto, perché tanto sa’ che serve soprattutto a te che ti amo più di me stesso.” “Quanto sei ro-mantico stasera. Piuttosto sei sempre dell’ idea che quando avrai un lavoro come si deve e ci spose-remo io mi devo licenziare per far la casalinga ? Perché io ci ho pensato e credo che devo continua-re a lavorare per aiutare in casa, tanto i figli non li avremo subito, e se arriveranno allora mi licenzie rò ma non prima.”

“Certo che si, non vorrai lavorare col pancione vero ? Io dicevo che ti dovevi licenziare poco prima del matrimonio per farti fare la mia signora in casa e aspettarmi quando arrivo stanco dal lavoro, pe-rò non hai torto, perché con la voglia che ho di vivere insieme a te appena lavoro ti sposo subito, … solo che così non avremo tanto tempo per metter da parte abbastanza soldi per la casa, i mobili, e il resto.
Lavorando tutti e due faremo prima a risparmiare abbastanza.”
“Soprattutto se invece di comprare casa nuova andremo ad abitare con i tuoi o con i miei, perché così le spese diminuirebbero di molto.” “Io pensavo a una casa popolare in affitto, ogni tanto qui in paese ne costruiscono qualcuna e se facciamo la domanda per tempo ….” “Ma poi con cosa lo pa-ghiamo l’ affitto se i soldi sono pochi. Casa tua è piccola, mentre la mia è un po’ più grande, perciò possiamo abitare da me, babbo e mamma ne sarebbero felicissimi e andremo a far visita ai tuoi tutti i giorni.” “Si Enrica, certo, e poi tua madre ti potrà aiutare ad allevare i nostri figli. Sei una bravissi-ma ragazza ma sei giovane e inesperta per fare la mamma e tua madre ti aiuterà certo molto. Anche mamma lo farà volentieri quando ci verrà a trovare, così avranno tre madri.”
“Ah ah ah, ti va sempre di scherzare Gianni. Oh, ora che ci penso hai parcheggiato bene l’ auto sot-to casa ? Perché il nostro vicino di fronte l’ altra volta ha protestato con babbo quando gli hai messo l’ auto davanti al garage. Sono antipatici e pare che mio padre gli dia sempre fastidio, ma mamma sa rispondergli per le rime sai. Babbo invece è un uomo e non può mettersi a discutere con loro. Io sono ragazza e pure a me mamma mi tiene alla larga da loro.”
“Comunque stai tranquilla che ho posteggiato proprio sotto casa tua e davanti al portone di casa.”
“Stupido. Lo so che scherzi, però stai attento con quei vicini perché a noi ogni tanto ci insultano sen za motivo. Il mondo è fatto anche di persone poco civili come loro ed è meglio sopportare, altrimen ti ci sarebbe un battibecco ogni giorno.”
“La macchina è a posto e non possono dirmi niente, però sabato ti porto al luna park qui vicino. Lon
tano è meglio che non ci andiamo perché l’ auto è vecchia e scassata, ma quando troverò un lavoro ci compreremo anche un’ auto nuova, così per il week end andremo in montagna o al mare un po’ più spesso.” “Non ti preoccupare di questo Gianni, sai che non ci tengo a fare gite lontano in auto, per strada la prudenza non è mai troppa, così i miei e i tuoi sono più tranquilli. Anche mio fratello ha un’ auto di seconda mano ma ha un buon lavoro e presto ne comprerà una nuova. Quando si sposerà andrà ad abitare dai genitori della sua ragazza, ma già lo sai. Così avremo una stanza in più per i bambini.”

“Già e per le modifiche all’ impianto elettrico e idraulico ci penserò da solo per quello che posso fare. Ho lavorato con un mio amico prima di andare in fabbrica e rimanere poi disoccupato perché ha chiuso. Ne so abbastanza di bricolage per risparmiare molto sulle riparazioni, anche quando saremo sposati.”

“Io sono figlio unico, ma casa mia è piccola. Poi le giovani mogli di solito stanno meglio di casa vicino alle loro madri. Tua mamma fa bene a insegnarti a cucinare e lavare, anche se ora lavori e pensa ancora lei a quasi tutte le faccende domestiche.” “Tu sa che ti amo molto Gianni, e sia a me che ai miei genitori va bene tutto quello che vuoi per noi. Faremo dei sacrifici e insieme risparmiere mo per sposarci fra qualche anno. Quando il bambino sarà più grande e la nonna basterà, riprenderò a lavorare se nel frattempo non avrai trovato un buon lavoro. Altrimenti farò la mamma a tempo pieno e baderò anche a te in casa. Mi hai detto che anche tu vorresti così, e a me va bene se ce lo possiamo permettere”.

Dopo quattro anni di fidanzamento decidono di andar a vivere in casa dei genitori di lei, perché è già maturo il tempo del matrimonio e non vedono l’ ora di sposarsi, ma l’ affitto non se lo possono ancora permettere. “Vedi, ora siamo più fortunati. Quando ho trovato un lavoro fisso, anche se poco retribuito e con un po’ di straordinari, già stavamo meglio e poi ho trovato da lavorare da metalmeccanico nella fabbrica del Comune vicino, una delle poche ancora senza cassa integrazio- ne. Tu avevi già un buon lavoro”. – “Avevo già un lavoro come si deve Gianni, ma per fortuna anche tu hai trovato un lavoro migliore l’ anno dopo che ci siamo fidanzati. Abbiamo già abbastan za denaro da parte sul libretto e con i Buoni del Tesoro e ora finalmente ci sposeremo”.

I due si sposano e vivono da lei, mentre il fratello è fidanzato a casa con una ragazza del Paese. Le tre famiglie vanno d’ accordo, e il fratello dice che anche la fidanzata è sempre dell’ idea che vadano ad abitare a casa dei suoi, dato che è figlia unica e anche perché così lascerebbero la came retta ai figli di Gianni e Enrica. La fidanzata del fratello è benestante e i suoi hanno una casa gran-de, perciò per loro il problema della casa non c’ è. Invece Gianni e sua moglie stanno stretti in casa dei genitori di lei, e le stanze bastano appena. Però provengono da due famiglie di operai e un poco sono abituati alle ristrettezze economiche e sono felicissimi di essere sposati.

“Nostro figlio è proprio bello Gianni. Ti assomiglia.” – “E’ tanto bello perché assomiglia più a te Enrica, e soprattutto è fortunato ad avere due genitori che si vogliono tanto bene. Da come ci amiamo sarà sicuro che lo ameremo moltissimo, perché i figli si amano più del coniuge. Fortuna che ora lavoro dalla metalmeccanica e mi hanno assunto con un buonissimo contratto, come del resto anche altri giovani del Paese”. – “Mia madre e mio padre sono pazzi per il bambino. Oh Gianni, finalmente siamo una famiglia completa, una casa, un lavoro e un’ auto nuova, anche se piccola”.
Coricati sul letto, la sera, dopo aver addormentato il piccino nella culla, e prima di fare all’ amo re, Gianni confida a Enrica: “Un giorno potremmo anche prendere una casa in affitto, popolare o privata, se risparmiamo abbastanza”. – “Per adesso il bambino sta’ meglio qui, con mia madre che mi insegna a cambiare i pannolini, ecc., e poi nostro figlio consuma più soldi di uno di noi adulto e gli affitti costano cari.” – “Hai ragione cara, e poi i tuoi invecchiando avranno bisogno di noi che li aiutiamo. Sai che sono sempre stato contrario a mandare gli anziani genitori al ricovero. Per babbo e mamma c’ è una mia cugina sposata che non trovando casa ha deciso di andare a vivere col marito insieme ai miei. Mio padre è un po’ malato, però la compagnia di una nipote gli farà bene. Così an-che loro da anziani saranno accuditi in casa. Me lo ha detto mia cugina. Io pure vado a trovare i miei quasi tutti i giorni e ne sono contenti e mamma è contenta anche solo perché viene sempre a vedere e a giocare col bambino. Piuttosto con i soldi che risparmiamo sull’ affitto liquideremo tuo fratello per la sua parte della casa. E’ vecchia e non vale molto; credo che con 10 anni di risparmi o forse con un piccolo mutuo in banca ci riusciremo. Così quando i tuoi moriranno lasceranno solo a te la casa, ma speriamo che accada il più tardi possibile”.

Dalla povertà di due famiglie è nato l’ amore, e da quell’ amore è nata una nuova famiglia fonda-ta su quel giusto sentimento, e poi anche un bel bambino. A volte nei patimenti delle malattie e nel-la povertà, l’ amore tra due persone riesce a dare un po’ di felicità.
L’ antidoto alla miseria e alle sofferenze è l’ amore, sia quello per i familiari e gli amici, sia quel lo tra marito e moglie e per i figli. Anche l’ amore per il prossimo aiuta a sopportare il giogo delle sofferenze e delle lacrime, come anche l’ amore fra un uomo e una donna.
Certo però occorre anche trovare le possibilità economiche per costruire insieme una famiglia e fare una vita felice e normale, anche accontentandosi se non si guadagna molto.
Anche le persone più povere o sfortunate hanno un’ anima, e anche per loro deve esistere la spe ranza di una vita felice e di un futuro migliore, e se ancora qualcuno non c’ è arrivato può non esser mai troppo tardi. Un grande personaggio disse: “Non tentare vuol dire rimanere con l’ incertezza di
non sapere se ce l’ avresti fatta”. Naturalmente ognuno deve fare solo ciò che può.

(Giusepponi Vincenzo)

 

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